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Al fine di assicurare un’applicazione della condizionalità che incentivi l’attuazione di specifici interventi correttivi il sistema di controllo è stato completato prevedendo introduzione di una “forma di avvertimento” modulata in modo da favorire il cosiddetto “ravvedimento” conseguente all’infrazione (Segnalazione e Intervento correttivo).

-Segnalazione: se, a seguito di un controllo, viene riscontrata un’infrazione di portata inferiore ad un livello minimo stabilito per ogni Atto e Norma, l’azienda non subisce alcuna riduzione del pagamento diretto ma riceve una segnalazione. L’agricoltore che riceve una segnalazione è inserito in una categoria di rischio maggiore, con possibilità di essere selezionato per i controlli anche negli anni successivi.

- Intervento correttivo: quando, a seguito di un controllo, viene riscontrata un’infrazione che dia luogo a riduzione del pagamento diretto, l’agricoltore ha la possibilità di effettuare un intervento correttivo (solo nei casi previsti per ogni Atto e Norma e sulla base delle prescrizioni tecniche e nei tempi stabiliti dall’Autontà di controllo competente). Se gli interventi correttivi vengono attuati con successo la riduzione del pagamento diretto è quantificata nella misura minima prevista dell’l%.

La normativa comunitaria prevede l’applicazione delle sanzioni per campo di condizionalità

I campi di condizionalità, per i quali calcolare le eventuali riduzioni del premio. per l’anno 2007, fanno riferimento a 4 settori omogenei. Per ogni infrazione rilevata si quantifica il livello della violazione in termini di portata, gravità e durata. La quantificazione del livello

di violazione è:  - Basso = 1      - Medio = 3     - Alto = 5

La riduzione totale è pari alla somma delle riduzioni calcolate separatamente per ciascun campo di condizionalità. Nel primo anno di riscontro dell’inadempienza, non può essere superiore al 5%, salvo i casi di intenzionalità

Nel caso di negligenza, si applica mediamente una riduzione del 3% (1% in caso di infrazione poco grave, 5% in caso di infrazione grave) per ciascun campo di condizionalità violata. Ad ogni modo, nel prima anno in cui viene rilevata l’inadempienza, la riduzione totale non può superare il 5% dei pagamenti diretti, salvo in caso di intenzionalità, Nel caso di ripetizione della medesima infrazione nell’anno successivo all’anno x, la riduzione dell’anno x è moltiplicata per il fattore 3, fino al raggiungimento della soglia del 15%. Raggiunta tale soglia, ogni successiva ripetizione è considerata affetta da intenzionalità e comporta una riduzione non inferiore al 20% (a giudizio dell’Organismo Pagatore, può essere ridotta all 5% o innalzata fino al 100%). L’infrazione si considera intenzionale: quando supera i limiti stabiliti dall’Autorità di controllo; se l’Autorità di controllo riscontra il mancato adempimento delle prescrizioni per il rispetto delle disposizioni violate; se viene riscontrata dagli Enti di controllo specializzati nel corso del controlli previsti; quando si verificano le condizioni di ripetuta reiterazione dell’infrazione. L’ASPROL Cosenza, nell’ambito della realizzazione del proprio programma di attività ed in particolare nelle attività di assistenza tecnica e introduzione di tecniche di coltivazione integrata, affianca le aziende olivicole associate con attività di formazione in campo e di sostegno ai fini del rispetto dei requisiti previsti dalla condizionalità, fornendo utili e concrete informazioni di assistenza volte al miglioramento del settore.

Reflui Oleari

Una fonte di reddito per le Aziende

L’attività molitoria tradizionale dei frantoi oleari produce annualmente circa 2 milioni di tonnellate di refluo, 213 del quali costituiti da acque di vegetazione. L’introduzione delle nuove tecnologie di molitura a basso consumo di acqua sta cambiando la tipologia dei sottoprodotti: dal processo di molitura si ottiene una mistura semisolida che contiene le sanse, le acque inerenti alle drupe ed eventuale acqua di rete.
Lo smaltìmento dei reflui è stato ed è tuttora oggetto di Leggi e Normative, in continua evoluzione, tenuto conto del loro carico potenzialmente inquinante, I reflui oleari, considerati reflui industriali, devono essere sottoposti a depurazione prima del loro rilascio nei corpi idrici in modo da rientrare nei parametri imposti dalla Legge Merli. Nonostante le ricerche teoriche ed applicative svolte soprattutto negli anni ‘80, non esiste una tecnologia che, da sola, possa risolvere il problema.
Occorre, quindi, sottoporre ìl refluo a trattamenti successivi, con conseguente innalzamento dei costi di smaltimento.
Tali reflui provenienti dalla lavorazione meccanica delle olive e dai processi di estrazione dell’olio (sia col metodo tradizionale discontinuo, sia tramite estrazione centrifuga impianti continui) sono costituiti sostanzialmente:
    - dall’acqua di costituzione delle olive stesse, che contiene vari componenti di origini vegetale, soprattutto organici, ma anche
      minerali, naturalmente presenti nel succo della polpa della drupe dell’oliva con un modesto residuo di olio;
    - dall’acqua dì lavaggio delle olive;
    - dalle acque di lavaggio degli impianti;
    - dalle acque di diluizione delle paste usate negli impianti continui.
I reflui oleari contengono quantità apprezzabili di elementi nutritivi minerali che possono sostituire parte degli elementi nutritivi appartati dalla fertilizzazione classica. Sono, infatti, molto ricchi in potassio e, anche se in quantità più ridotte, possiedono azoto, fosforo e magnesio.

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