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I metodi di estrazione dell'olio dalle
olive richiedono in via preliminare che queste vengano frantumate e
ridotte in una pasta, da cui, dopo opportuno rimescolamento, sia
facile estrarre il mosto oleoso, costituito da una miscela di acqua di
vegetazione ed olio. L'unica macchina utilizzata e ritenuta di
efficace impiego nel ciclo tecnologico dell'estrazione dell'olio
d'oliva fino al 1960 è la mola olearia, formata da una base fissa in
granito sulla quale gira una macina a ruota sempre di granito, detta
mola (o molazza).
L'olio di oliva si trova disperso in minutissime gocce nelle cellule
della polpa delle olive, pertanto la funzione della mola è sia la
frantumazione della polpa in pasta, senza un eccessivo sminuzzamento
del nocciolo, che un buon rimescolamento della stessa pasta, tale da
far aggregare le goccioline d'olio disperse nell'acqua di vegetazione.
In tempi recenti, con l'introduzione del ciclo di estrazione continuo,
sono stati introdotti i frangitori meccanici, a martelli o a denti,
che, accoppiati ad altre macchine dette "gramolatrici", hanno in parte
sostituito nei moderni oleifici l'utilizzazione della mola.
La frangitura è l'operazione di sola frantumazione grossolana delle
olive senza il rimescolamento caratteristico delle mole; per questo
motivo al frangitore va sempre accoppiata una macchina impastatrice
detta "gramolatrice" che svolge quel rimescolamento della pasta che è
indispensabile per una buona estrazione.
I frantoi a molazze con ruote di pietra svolgono un'ottima molitura,
in quanto, a causa dell'azione composta di compressione e di spinta
della ruota sulla drupa, determinano la duplice operazione di
macinazione e rimescolamento della pasta. I frangitori lavorando ad
elevata velocità e sbattendo con i martelli le drupe contro una
griglia, disgregano la drupa in modo efficace.
La elevata capacità di lavorazione dei frangitori a martelli (o a
denti), la loro continuità di lavoro, unitamente all'accoppiamento con
le gramolatrici, che ne ha migliorato la resa in olio, hanno favorito
il loro impiego.
In tale situazione di mercato risulta evidente il grosso interesse
scientifico, tecnologico e commerciale che desta uno studio più
accurato dell'operazione di frangitura, spingendo la ricerca ad
evolversi nelle due seguenti direzioni:
› miglioramenti costruttivi dei frangitori meccanici;
› introduzione di nuovi sistemi di frangitura attraverso l'uso di
frangitori a rulli di granito, disposti in successione, in modo da
ottenere una lavorazione continua.
La ricerca attualmente in atto ha consentito di valutare in prima
istanza l'influenza dei diversi sistemi di frangitura sulla
temperatura della pasta olearia durante la frantumazione.
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