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A) OCCHIO DI PAVONE (Spilocea Oleaginea)

I sintomi dell’attacco dell’occhio di pavone si hanno soprattutto sulle foglie dove si nota la presenza di macchie tondeggianti, di colore grigio al centro e bruno alla periferia, circondate da un alone di colore giallastro. Il fungo può attaccare anche i rami, le drupe ed i piccioli. Sui rami si possono osservare delle macchie simili a quelle che si manifestano sulle foglie ma di dimensioni minori. Sulle drupe, dove l’attacco è comunque molto raro, si ha la comparsa di piccole tacche brunastre ricoperte da una leggera muffetta grigia. Sui peduncoli si può osservare la comparsa di macchie brunastre di forma allungata. Specialmente in estate l’attacco causa la caduta delle foglie che spesso, prima di cadere, ingialliscono e poi seccano. Queste defogliazioni precoci determinano, nell’anno successivo a quello in cui si verifica l’attacco, una riduzione della produzione. La metodologia utilizzata per il campionamento è la seguente: si raccolgono nell’oliveto un campione di 100 foglie, a caso, da più piante, su cui esaminare visivamente la percentuale di quelle infette. Dopo la raccolta del primo dato, relativa alla percentuale di infezione, è possibile e raccomandabile eseguire anche un esame sulla superficie infetta, per avere un informazione sulla virulenza della malattia. Quest’ultimo esame si effettua contando il numero di tacche presenti in media sulle foglie e successivamente misurare la superficie media della tacca; moltiplicando la superficie per il numero di tacche si ottiene il dato sull’entità dell’infezione. La soglia di intervento è indicata nel 10% di foglie infette, oltre tale limite è necessario intervenire con trattamento. Inoltre, per ottenere una diagnosi precoce della malattia, è possibile procedere all’esame su foglie apparentemente sane, per verificare la possibile infezione latente. La procedura prevede la raccolta delle foglie (100) e la loro successiva immersione in una soluzione di acqua e idrossido di potassio per 5 minuti a temperatura ambiente. Dopo tale trattamento si esaminano le foglie e si valuta la percentuale di quelle su cui sono apparse le caratteristiche tacche. Questa procedura permette la diagnosi con una decina di giorni di anticipo sulla manifestazione eclatante della malattia.

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