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METODOLOGIA DEL CAMPIONAMENTO
B) TIGNOLA (Prays oleae)
Questo insetto ha diffusione nelle regioni del bacino mediterraneo e
presenta 3 generazioni annuali. La prima generazione dell'anno si sviluppa
attaccando le foglie ed i germogli e viene, perciò chiamata generazione "fillofaga";
la seconda, invece, attacca i fiori e viene chiamata generazione "antofaga";
la terza, infine attacca la mandorla del frutto ed è detta generazione "carpofaga".
La generazione fillofaga inizia a settembre con la deposizione notturna
delle uova, da parte delle femmine della generazione precedente sulla
pagina inferiore delle foglie. Dopo circa una settimana dalla deposizione,
le uova schiudono dando origine alle larve che cominciano ad erodere le
foglie ed i germogli più teneri, praticando gallerie ad andamento
irregolare nelle foglie. La larva compie 4-5 mute erodendo altrettante
foglie. Dopo l'ultima muta, intorno ad aprile, si tesse un bozzolo e si
trasforma in crisalide da cui nascerà l'adulto dopo 15 giorni circa. La
femmina, appena schiusa, si trova sui fiori dell'olivo, dove depone le
uova di seconda generazione. La piccola larva schiude dopo una settimana e
penetra nel bocciolo fiorale, di cui si nutre determinandone il
disseccamento; passa , così, ad attaccare altri fiori, fino ad assumere le
dimensioni del bocciolo stesso, si incrisalida e da vita, nel mese di
giugno, agli adulti di seconda generazione, i quali depongono le uova
all'interno dei frutticini. Le larve, così, schiuse scavano gallerie nei
frutti fino a raggiungere la parte basale del nocciolo, vi penetrano e si
nutrono della mandorla. Divenuta matura la larva pratica ancora una
galleria da dove ne fuoriesce in corrispondenza del peduncolo (segno,
questo, particolarmente distintivo per il riconoscimento della tignola).
Da qui si trasferisce sulle foglie, dove ancora una volta, si incrisalida
dando vita agli adulti di terza generazione, intorno ai primi di
settembre.
Per il campionamento degli adulti di Tignola, si procede mediante cattura
degli stessi con trappole a feromoni. Esse vengono poste in campo a
partire dal mese di marzo, (inizio generazione antofaga), fino alla
raccolta per monitorare anche la successiva generazione carpofaga. Il
monitoraggio degli adulti di Tignola, tuttavia, non è del tutto indicativo
ai fini dell’accertamento del danno, perché in tutti gli studi effettuati
non è mai stata riscontrata una diretta correlazione tra catture ed
infestazione. La lettura delle trappole si effettua settimanalmente. Per
la valutazione dell’infestazione, e quindi dell’identità del danno, si
procede effettuando un campionamento di 100 drupe scelte a caso fra quelle
cadute a terra. Sulle drupe si effettua l’esame (presenza del foro di
uscita del fitofago dall’inserzione del peduncolo) del cascolato per
stabilire la percentuale dovuta alla tignola, ma con l’attenzione poi di
riportare la percentuale stessa non solo al cascolato ma anche ad una
stima del prodotto presente sulla pianta. Solo con questa procedura si
stabilirà il grado di infestazione. Si può eseguire anche un campionamento
di drupe (100) sulla pianta e, osservando al microscopio quantizzare le
uova e le larve presenti.
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